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"Scrivere comporta tempo, anche per le chiacchiere di un concerto, ma è meglio non scrivere una frase intera piuttosto che togliere una sola parola che dia il senso ad una frase. La scrittura in fondo non può che imitare la voce. Non credo di potermi definire un industriale o un commerciante di pensieri, forse più commerciante comunque, ma il mio pensiero, per lo più debole, è sempre stato oscurato dalla forza dei sentimenti."

Fabrizio De André

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1970 Il pescatore

IL PESCATORE

 

All'ombra dell'ultimo sole

s'era assopito un pescatore

e aveva un solco lungo il viso

come una specie di sorriso.

 

Venne alla spiaggia un assassino

due occhi grandi da bambino

due occhi enormi di paura

eran gli specchi di un'avventura.

 

E chiese al vecchio dammi il pane

ho poco tempo e troppa fame

e chiese al vecchio dammi il vino

ho sete e sono un assassino.

 

Gli occhi dischiuse il vecchio al giorno

non si guardò neppure intorno

ma versò il vino e spezzò il pane

per chi diceva ho sete e ho fame.

 

E fu il calore di un momento

poi via di nuovo verso il vento

davanti agli occhi ancora il sole

dietro alle spalle un pescatore.

 

Dietro alle spalle un pescatore

e la memoria è già dolore

è già il rimpianto di un aprile

giocato all'ombra di un cortile.

 

Vennero in sella due gendarmi

vennero in sella con le armi

chiesero al vecchio se lì vicino

fosse passato un assassino.

 

Ma all'ombra dell'ultimo sole

s'era assopito il pescatore

e aveva un solco lungo il viso

come una specie di sorriso

e aveva un solco lungo il viso

come una specie di sorriso.

 

solo su 45 giri
Venne poi incluso nella raccolta del 1976 "Fabrizio De André"

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